giovedì 25 settembre 2025

Indice


 



                                Raccolta di poesie "Da Sempre" 

                         di Franco Ceravola Rosella


 Poesie lette dall'autore Franco Ceravola Rosella e da Giovanna Tilocca.

Musiche originali composte ed eseguite da Enrico G. Ceravola.


Elenco:



1. Paesaggio incolore - Legge Franco Ceravola. 2 min 44 sec.

2. Nel bosco - Legge Giovanna Tilocca. 2 min 35 sec

3. Da sempre. Le masse. Silenzi e solitudini - Legge Franco Ceravola Rosella. 1 min 52 sec

4. Lo schermo bianco - Legge Giovanna Tilocca. 1 min 31 sec

5. Arte - Legge Franco Ceravola Rosella. 4 min 53 sec

6. Che sapore amaro - Legge Giovanna Tilocca. 1 min 34 sec

7. La pietra - Legge Franco Ceravola Rosella. 4 min 24 sec

8. L'ingiustificata coscienza - Legge Franco Ceravola Rosella. 1 min 25 sec

9. Infinito silenzio - Legge Franco Ceravola Rosella. 50 sec

10. Un'anta è aperta - Legge Giovanna Tilocca. 1 min 24 sec

11. L'astronave - Legge Franco Ceravola Rosella. 2 min 10 sec

12. L'attesa - Legge Giovanna Tilocca. 1 min 14 sec

13. Poesia per nessuno - Legge Giovanna Tilocca. 1 min 9 sec

14. Scogliera - Legge Giovanna Tilocca. 1 min 59 sec

15. Primavera - Legge Giovanna Tilocca. 1 min 51 sec

16. Panimundu - Legge Giovanna Tilocca. 2 min 18 sec


lunedì 22 settembre 2025

1. Paesaggio incolore ***

                                Raccolta di poesie "Da Sempre" di Franco Ceravola Rosella


 Poesie lette dall'autore Franco Ceravola Rosella e da Giovanna Tilocca.

Musiche originali composte ed eseguite da Enrico G. Ceravola.



Franco Ceravola Rosella - Busto in gesso alabastrino.





Paesaggio incolore ***


Un’alba intrisa di rugiada,

Creaturina bianca,

rosa da un vento gelido di tramontana,

scherzi, saltellando quel corpo esile di grillo

lungo il pendio di una collina

ricoperta da quei fiori tisici di campo.

Un mare statico, liscio come la fredda lama

di un coltello di Pattada,

che riflette un cielo pallido e pesante

come un soffitto troppo basso.

E tu lo guardi,

Creaturina bianca,

quel paesaggio amico ma noioso,

così, di un mazzo stretto nella mano

che più non curi dopo averlo colto.

Insensibile continui a saltellare,

dietro una farfalla bianca con macchioline nere.

Ma non hai nell’animo il desiderio di prenderla.

Sei triste,

Creaturina bianca,

triste e sottile come il ramo di un albero

spoglio nell’autunno.

Vivi? Non vivi?

Non ti curi più ormai

e lasci che tutto proceda secondo la propria volontà.

Come ti dispiacque, il giorno che lo sciame delle illusioni

ti fu strappato dal petto già esile,

consumato in molti dolori,

come l’erpice del contadino,

che non risparmia a se stesso né alla terra

il sacrificio del pane.

Piangevi quel giorno, ora non più,

che di lacrime hai pienato un pozzo

nel quale lavi ogni mattina la lebbra del tuo viso.

La collina ti conosce,

Creaturina bianca,

come la lama di quel mare.

Non sei una nota che varia l’amenità del paesaggio.

Ci sei,

Creaturina bianca,

ogni mattina, a consumarti ancora

a quel vento gelido di tramontana.

Alghero, giugno 1965


2. Nel bosco *

                                   Raccolta di poesie "Da Sempre" di Franco Ceravola Rosella


 Poesie lette dall'autore Franco Ceravola Rosella e da Giovanna Tilocca.

Musiche originali composte ed eseguite da Enrico G. Ceravola.



Franco Ceravola Rosella  - Villanova Monteleone: bosco ad un anno dall'incendio (olio su tela).



Nel bosco *


I nostri passi sicuri

calpestano la sabbia

che cede dolcemente al peso

donandoci il soffice piacere del cammino.

Il pomeriggio infreddolito

insegue i raggi del sole

che corre verso l'orizzonte

a sprazzi velato da bianche nubi

spezzate dal pallido azzurro.

L'ampia fascia tagliafuoco

tutta di sabbia giallo-avorio

è fiancheggiata dal bosco

che in entrambi i lati

si perde nell'ombra delle chiome.

Ai bordi del sentiero

fioriscono cespugli di rosmarino

con il suo profumo gradevolmente penetrante.

Sono i suoi fiorellini bluastri

a trasfonderci serenità

e noi a tratti sostiamo per odorarli

e respirare quell'aria buona di aroma

da sentire dentro il petto.

Il vento leggero

fa parlare i pini.

A tratti il mormorio si trasforma in musica

mentre il nostro sguardo si allontana fra i fusti

nell'ombra che li inghiotte.

Percorso un buon tratto

il desiderio di bosco è più forte.

Ora abbiamo preso per un sentiero stretto

sul quale solitarie orme di ragazza

sono tracciate in senso inverso.

Siamo più a contatto del verde

mentre il sentiero continua tortuoso.

Ignoriamo la fine della strada

ma senza timore

avanziamo quasi gioiosi

contenti della lieve fatica.

Ecco, pensiamo, ecco questa è la vita,

questo è quel che vogliamo.

Il bosco è sereno

e ci sottrae alla giungla dell'angoscia.


Giorno di Febbraio 2001










3. Da sempre ***

https://youtu.be/WY5uvxAaTSI



Vincent Van Gogh - La note stellata


Da sempre ***


Il moto eterno,

da sempre, da sempre,

in vortici, in lunghe

lunghe spirali nel buio

spruzzate di luci eterne

da sempre, da sempre.

Il moto eterno

nel vuoto silenzio

di sempre,

che riempie

gli spazi di sempre.

Giorno di Settembre 1970 - 17 settembre 1970


Le masse ***


In orbite perfette

Si condensano le masse,

come goccioline di nebbia.

Rimane la trasparenza del vuoto,

e distanze infinite

percorse da raggi di luce.

Giorno di Settembre 1970 - 18 settembre 1970


Silenzi e solitudini ***


In vuoti continui senza suoni

si perdono

macchioline luminose.

Onde di pensiero corrono

veloci per raggiungerle.

Le vedono,

lontane,

piccolissime,

sole.

Giorno di Settembre 1970 - 19 settembre 1970





4. Lo schermo bianco *

 


https://youtu.be/pwqy_ua7XxY


Portagioielli dei sentimenti




Lo schermo bianco *


Lo Schermo Bianco rivela dei segni

ordinati in riga, interrotti da spazi.

Sono le mie parole che gli occhi

con insistenza gridano alla mente.

I pensieri fuggono velocemente

come bolidi in gara nella pista.

Lo Schermo Bianco è un supporto sordo,

non vede, ma la luce lo presenta.

Può mostrare tutte le parole

che non rivela, ma le nasconde

e le conserva gelosamente

nel silenzio, come si conviene.

Lo Schermo Bianco è uno scrigno,

un cofanetto in madreperla,

un'urna d'avorio, un ostensorio

in filigrana d'oro, una teca di diamante …

un portagioielli dei sentimenti.


Pomeriggio dell'ultimo giorno di Gennaio 2000












5. Arte ***

 


https://youtu.be/RW1ZSRaRN4A


Franco Ceravola Rosella - Uomo sotto le bombe (Inchiostro di china)



Arte ***


Il suono della mente cammina con le parole

ferendoci a volte, a volte dissolvendosi nel vuoto

respinto dall’indifferenza.

La comunicazione, crepuscolo della verità

intasa gli spazi vitali.


Tutto è più grande e sublime, lontano

in assenza del contingente quotidiano.

Avere, possedere, correre incontro al danaro

divinità dispensatrice di grazie felicizzanti.

Stordirsi di sesso, tuffarsi nello stagno del potere

correre senza coscienza d’essere

nell’illusione della propria impossibile eternità.

Blandire le inesistenti divinità

guardiane di prati celesti

dove erigere poi, dopo la morte,

nuovi castelli d’incommensurabili gioie

con splendide architetture

ed inesauribili ricchezze.


Odiare, rubare, stuprare, assassinare,

distorte voglie del crimine

incollate nella mente offuscata.

Parodia del potere sulle cose.

Angoscia esistenziale,

quotidiana premessa alla tragedia

immotivata e gratuita.

Negazione dell’infinito universo,

bruttura antiestetica ripugnante

incubo fatale della notte.

Divinità del male con sembianze umane

che trascina nel nulla negativo

innumerevoli esistenti realtà

soccombenti alla violenza.


Affanno stressante, lavoro ingrato,

giornaliera umiliazione, magre soddisfazioni

compagne della massa omologata.

Indistinte personalità

costrette in sfreccianti salotti a motore

a volte volanti in limpidi cieli

a volte striscianti nelle arterie delle megalopoli.

Nullità senza blasone

tenute a confine con l’angoscia

numerate e registrate nei computer del potere

odiate e depredate da un disegno politico intelligente

dove l’uguaglianza, la fratellanza, la libertà

si sciolgono nella disparità del reddito.


Cultura catalizzatrice delle contraddizioni

a volte sublime manna a volte fangosa menzogna

impressa su mari di carta

o illustrata con estemporanee immagini addomesticate

perché le regole, le convenienze sociali

tengano inalterato lo schema.

Incomprensibile evento?

Comportamento immutabile?

Forse…

Scorreranno i secoli

l’evoluzione mutante porterà i bionici, i clonati, i sintetici.

La smaterializzazione lo proietterà nello spazio profondo

vedrà l’origine dell’universo, incontrerà se stesso in numerose galassie

e tornerà puro spirito senza corpo

in un’origine senza inizio ed in una conclusione senza fine.


Giorno di Agosto 2000


6. Che sapore amaro *

https://youtu.be/gbnrGyvBo5U



Franco Ceravola Rosella - Giovani donne (Inchiostro di china)
                                         


Che sapore amaro *


Che sapore amaro d’attesa

negli angoli della stanza.

Le ombre fuggono da sotto i mobili

per nascondersi nella luce della lampada.

La radio vomita note musicali

e blaterii incomprensibili.

La sera suicida rincorre il sole

che inciampa sui monti dell’ultimo orizzonte

frustandoli con raggi antiruggine.

Tutto precipita gravemente corroso dal tempo

diffondendo nel corpo fitte d’angoscia.

Nelle strade schifosamente sporche

lussureggiano gli escrementi dei cani

nelle vetrine si specchiano le cicche

disposte a collana fumé

e rivoli, tanti rivoli di limpida acqua

si fanno strada fra l’asfalto corroso.

Diciamo più tardi “Si è fatto buio

accendiamo la luce dell’anima”.


Giorno di Marzo 2001


7. La pietra ***

 



https://youtu.be/RW1ZSRaRN4A



Franco Ceravola Rosella - Arciere e testa di gigante di Mont'e Prama (colori acrilici su cartoncino)



La pietra ***


La pietra con ingegnoso artificio

nasce strumento

dal primate assetato di conoscenza.

L’antro abbandonato conserva fra le ceneri

memorie di vita nei cocci dei giorni caduti.

La fatica del cibo si attenua.

La porta della moderna pinnetta

si affaccia sul campo seminato.

Nuovi cerchi di pietra,

a contatto di gomito, sono edificati

nel villaggio tribale.

La Dea madre, feconda dispensatrice,

garante delle messi,

converte la natura.

La vita più certa

edifica nuove strade al pensiero.

L’orgoglio trionfa sulle difficoltà.

L’ardito nuraghe conquista il balente

e lo trasforma in illuminato architetto.

La tholos abbraccia i segreti desideri dell’esaltazione,

le capanne, campo di fragili guglie,

accolgono i focolari.

La vita si affretta

dal chiarore dell’alba,

inarrestabile, rincorrendo i millenni

che cadono dall’orizzonte degli eventi

precipitando nell’implosione del tempo

nera stella che inghiotte tutta la realtà

soffocandola nel nulla.

Attraverso, come  laser incandescente,

i giorni della storia,

collana di mute tragedie.

Mentre sorrido e godo delle gioie della vita

molti prati tracciati dal sangue gridano.

Essi non sono soli, versano lacrime come i boschi,

come i monti, come il mare e i fiumi e la terra,

la Luna, ed il suo Sole che sparge lacrime incandescenti.

Noi, animali senza alternativa, vaghiamo nelle parole

mentre il pensiero precipita.

C’è un buio che non riempie

per quanta massa si voglia in esso riporre,

anche l’angoscia non sa occuparne che una parte

e noi corriamo in esso

colpiti dal panico

in quell’inarrestabile

frenesia del cambiamento

simili a particelle elementari.

Come posso scendere sulla terra

e avvicinare il mio prossimo

e guardarlo fisso negli occhi

e dirgli sei come me,

e rimanere

e guardare

e tacere?

Un’ora di un giorno di un mese di un anno convenzionale

è cominciata la mia imprevista esistenza.

Mentre la luce faticando attraverso le tenerissime pupille

raggiungeva come nebbia l’incontaminato registro

ove imprime le esperienze della vita

per l’eterna realtà

si verificava un evento indifferente.

Io, venuto al mondo fra gli uomini

forma animale più evoluta,

accolto da un amore senza fine

lei, il mio chiaro di luna,

lei dolcissima forza

lei felice infrangibile catena.

Attorno tutto stabilito, tutto definito

tutto catalogato e spartito.


Giorno di Dicembre 2000



8. L'ingiustificata coscienza ***

 



Franco Ceravola Rosella - Sculture



L'ingiustificata coscienza ***


L’ingiustificata coscienza

svela l’indesiderabile realtà

tragico contenitore della violenza.

La rapina della felicità

è prerogativa di esseri potenti

complici di fantastiche divinità

che negano alla creazione

un paradiso materiale

incredibile limitazione

alla loro dimensione infinita.


Il nostro dolore vasto

come un mare senza orizzonte

è un sentiero senza tracciato

senza limiti né mete

mentre percorre con noi gli spazi.

Quanto sono limitati i giorni del piacere

e quanta tristezza nel rimanente tempo dell’essere.

Soluzione assente

nella quale ci dissolviamo senza risposta

storditi dal quotidiano

ripetitiva banalità della materia.

I nostri significati sono là

immersi in una inconoscibile dimensione.


Giorno di Febbraio 2001


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